venerdì 19 dicembre 2014

Cofanetto da collezione Lupo Alberto by Salani

Oggetto da collezione/regalo: scatola metallica con 5 volumi da 100 pag. cad. contenenti una selezione di tavole dedicate a Lupo Alberto, Marta, Mosè, Enrico La Talpa e gli altri McKenzie!
Tiratura limitata, bellissimo.
In fumetteria e libreira by Magazzini Salani.




Per chi cercasse qualcosa di più economico, sul sito di Magazzini Salani sono ancora disponibili le ultime copie di Lupo Alberto - Le storie. ( volume in esaurimento ).  Link

Regalate un libro per Natale!

martedì 2 dicembre 2014

Anteprima Lupo Alberto n°354, dicembre 2014

Cover di Silver
 E con questo numero di dicembre si conclude l'annata del 40°. Chi li ha collezionati tutti avrà certamente notato la particolarità "laterale" che caratterizza questi 12 numeri! Grazie per averci accompagnato fin qui, e...viaggiamo insiame per altri 40 anni?


Testi e disegni di Silver


Testi Silver, disegni Giacomo Michelon












Errata corrige: i testi sono di Piero Lusso e non di Silver.


Nelle migliori edicole, fumetterie, amazon e itunes

www.lupoalberto.it

mercoledì 19 novembre 2014

Un Natale da Lupi!


Guido Silvestri: «... vorrei far arrabbiare tutti» intervista di Susanna Schimperna

Quarant'anni del celebre fumetto che piace a piccini e adulti, «L'idea mi venne guardando le galline...». Ma il grande artista sa che oggi è tutto più difficile: «In edicola si vende poco. Su internet non si guadagna niente. Poveri giovani».

Quarant'anni e li dimostra tutti. Nel senso che è stato protagonista di un'ottantina di libri, ha messo la sua faccia su una quantità impressionante di oggetti (dalle magliette ai calzini, dai portafazzoletti agli zaini), ha messo il grande naso in campagne sociali, progetti educativi, astrologia, calcio, persino psicologia. Si chiama Lupo Alberto, e con tutta la fattoria McKenzie in cui non dovrebbe abitare ma che evidentemente gli piace più dei boschi, è uno de ipersonaggi dei fumetti più amati dagli italiani, e non solo da loro. Guido Silvestri, in arte Silver, ha davvero creato quello a cui tutti i fumettisti aspirano (anche se dicono il contrario): personaggi e storie che raccolgono solo consensi e hanno un pubblico enorme, che va da cinque ai cento anni  Ma, a sorpresa, se gli chiedi quale sia la sua aspirazione risponde che vorrebbe fare satira: una satira furiosa capace di dispiacere, anzi, di far arrabbiare tutti.

Ha cominciato a lavorare col grande Bonvi, poi sul Corriere dei Ragazzi, un giorno di quarant'anni fa, ecco che fa la sua apparizione il lupo. Era consapevole che fosse un personaggio così forte?
No. Avevo poco più che vent'anni, era tutto all'insegna dell'improvvisazione ed ero preso preso dal sacro fuoco dell'età, quindi una parte di me diceva oddio non ce la potrò fare mai, e un'altra partesì, è fantastico e sarà un successo planetario. Il successo è stato poi veramente clamoroso. Passo dopo passo, il mensile è arrivato a oltre 100 mila copie. Fino a un certo punto l'editore è stato Glénat, quindi mi sono messo io a fare l'editore non per vocazione ma per necessità, per non essere vincolato. Vedere l'editore che guarda, scuote il capo... mi sembrava sempre di essere quello che sottopone il compitino al professore... magari era una mia fisima, ma non lo sopportavo. E poi lì avevo un compenso mensile e non avevo voglia di essere un dipendente.

Perché un lupo, come le è venuta l'idea di chiamarlo Lupo Alberto e perché è blu?

Abitando nella provincia modenese, nei miei pellegrinaggi in pullman tra scuola e casa vedevo le fattorie, e mi immaginavo quali rapporti potessero intercorrere tra il pollo e i conigli, la gallina e il cane... perciò da sempre pensavo a un fumetto che avesse come protagonista una fattoria nel suo insieme. Alla seconda o terza striscia mi è venuto poi in mente di far sbucare questo animale predatore che voleva carpire la gallina, e lui ha talmente divertito i lettori che è diventato il perno intorno a cui ruotava tutto il resto. Blu perché quando gli è stata dedicata la copertina del Corriere dei ragazzi io avevo dato indicazioni al fotolitista perché avesse le sfumature azzurre, da lupo siberiano, ma la copertina è venuta fuori, con mio grande choc, con questo lupo blu: diciamo un errore tipografico. E così è rimasto. Il nome: volevo che si discostasse dalla voga del personaggio umoristico con nome improbabile e scioccherello, per cui a tutti i miei  personaggi hodato un nome normale se non addirittura aristocratico (Alfredo, per esempio). Forse inconsciamente c'entrava anche Alberto Lupo, che all'epoca era nell'immaginario erotico di tutte le casalinghe.

La fattoria McKenzie è stata usata per affrontare vari temi e anche per varie campagne: per esempio per spiegare il sesso agli adolescenti, per far conoscere i bambini ipercinetici e l'Aids. Si può scherzare su tutto o c'è qualcosa che non vorrebbe mai toccare? In altre parole: su quale tema non se la sentirebbe di far intervenire la famiglia McKenzie?
Il dileggio non mi piace, ma se la domanda è se si possa affrontare qualunque argomento con ironia, la risposta è sicuramente sì. E questo si riaggancia alla libertà d'espressione. Nel 1977 c'è una serie di strisce in cui Enrico la talpa si dichiara omosessuale, e questo suscitò uno scandalo enorme sia tra i fan siatra i direttori dei giornali con cui collaboravo. Oggi di ipocrisia ce n'è più di tanti anni fa, quando si leggeva il Male. Tutto sembra ritornato nell'alveo di un perbenismo insopportabile, e si fa più fatica. Un'altra cosa che mi sono divertito a fare come una specie di provocazione, è stata di affrontare la morte, grande tabù nel fumetto. Ho creato un uccelletto tenero e simpatico, abbandonato dalla madre. Lupo Alberto gli insegna a volare, ma quando quello riesce a spiccare il volo, pam, una fucilata lo abbatte e muore. I lettori erano furiosi, con reazioni isteriche. Qualcuno mi ha anche minacciato: «se non lo fai resuscitare ti aspetto sottocasa». In nome della non violenza, naturalmente...

E a quale tema vorrebbe invece dedicare adesso un libro?
Sono in una fase della vita in cui sento sempre più il bisogno di dedicarmi al prossimo. Tutti i ragazzini che incontro mi sembrano un po' dei nipotini, li vedo che presi uno a uno sono molto svegli, intelligenti e interessati a unsacco di argomenti che noi neanche immaginiamo, per cui penso che dovremmo, che dovrei parlare di questa società nuova che sta nascendo intorno a noi. Vorrei parlare coi ragazzi e nelle strisce di legalità, di educazione civica, di rispetto verso le persone anziane, l'ambiente. Sarà stucchevole, ma io queste cose le ho imparate a scuola e mi sono rimaste. Anche Tex, che da ragazzino leggevo, aveva questo suo senso dell'onore, per cui non si poteva fare del male agli anziani e alle donne, e i diversi (le tribù di pellerossa) andavano difesi. Se non avessi avuto anche quelle cose lì non sarei quello che sono. Recentemente ho fatto un lavoro per l'Avis, un opuscolo, non sulla donazione del sangue ma sul valore del dono, in cui parlo di vari argomenti, anche del bullismo. Vorrei spiegare poi coi fumetti cose utili: come funziona il comune, come funziona la macchina dello stato... non lo sa veramente nessuno, su questi temi l'ignoranza è abissale e non è casuale, viene coltivata a bella posta per mantenere il cittadino in stato di subordinazione.

Su «Tv Sorrisi e Canzoni», a cui collabora da molti anni, l'argomento è naturalmente la televisione. Cosa vede in tv?
I miei orari di studio fanno sì che veda i programmi serali. Cerco sempre di non perdere "la Ghigliottina", il giochino inserito nella trasmissione preserale di Carlo Conti. Poi seguo le serie perché stanno un po' sostituendo il cinema e oggi sono scritte da grandi sceneggiatori. Una che mi è molto piaciuta è «Arrow».  Con le mie figlie tutte le domeniche seguivamo Il medico in famiglia, e a proposito, una delle ultime mie tavole è sui format che non sono italiani ma potrebbero esserlo, perché non si capisce come mai si debbano comprare all'estero Il medico in famiglia,come Tu si que vales e anche I Cesaroni e Braccialetti rossi.

Domanda inevitabile: la situazione del fumetto in Italia.
Si vende sempre meno, ma in quanto linguaggio il fumetto è presente nella vita di tutti i giorni e lo sarà sempre di più, in pubblicità, nella comunicazione ingenerale. Si tratta solo di adeguarlo ai nuovi mezzi di comunicazione, non più la carta stampata ma altro, rete, fumetto digitale. Il problema è che se il tuo fumetto è in edicola ti arriva in tasca mezzo euro, ma se è in rete non tiarriva un bel niente. Un vero guaio per i giovani, che si fanno conoscere mettendo in rete i loro fumetti, ma non ne hanno nessun guadagno. Io spero invece che la gente sarà sempre contenta di spendere per comprarsi musica, fumetti, romanzi.

Cosa pensa degli interventi satirici in televisione, di Vauro, di Crozza...? Si dice da anni «la satira è morta», però non c'è trasmissione, non c'è giornale che non la ritenga indispensabile.
Stiamo parlando di colleghi bravissimi, ma per me la satira è una cosa che non guarda in faccia nessuno, che non compiace il tuo datore di lavoro, altrimenti diventauno spernacchiamento del potente e niente di più.  Adesso invece è tutto così irregimentato. Questa mia sensazione è più forte di quanto fosse alcuni anni fa. Perché ormai il potere ha capito che tutto sommato lasciarsi sbeffeggiare accontenta il volgo e ti dà un'aura di democraticità. Io mi diverto moltissimo alle cose di Giannelli, sul Corriere della sera.

Se lei dovesse fare satira politica oggi su chi la farebbe?

Su cosa, più che su chi. Cercherei di fare quella scomoda davvero, anche se so che sembro presuntuoso. E mi sentirei appagato se tutti quanti si incazzassero con me, dalla destra alla sinistra, dalla chiesa al mondo laico. Ma non mi pubblicherebbero. Mi piace Lenny Bruce, mi piacciono  quei maledetti così, solo che per fare i maledetti si deve fare una fatica cane, ci si deve sempre liberare dai pregiudizi e non essere grati a nessuno, essere furiosi con tutti e non rilassarsi mai. Gli umoristi sono infatti persone molto infelici. Come Woody Allen.


(mia intervista pubblicata su Il Garantista del 16 novembre 2014)

mercoledì 12 novembre 2014

Giac e il web...più o meno...

Perché “esistere sul ” è una cosa utile e/o importante per un autore di fumetti del 2014? E come va sfruttata la potenzialità della Rete perché sia fruttuosa?
Penso sia importante per chiunque faccia (o tenti di fare) comunicazione (disegnata o meno).
Sinceramente non saprei come far fruttare il web, l’unica cosa sicura è che devi produrre delle belle cose (e questo sta a te) e proporle gratuitamente sui vari blog/Facebook/Twitter/pintercoso etc etc… devi sbatterti per un buon tempo… un paio d’anni? Ma forse anche più… e devi sbatterti mica una volta al mese… almeno ogni maledetto lunedì (tanto per citare l’unico che qualche panino l’ha portato a casa dal web)… e poi linkare, spammare le tue cose quotidianamente, sperando che alla lunga piacciano anche a chi le incrocerà più o meno casualmente, e devono piacergli abbastanza da condividerle e quindi spargere la voce e così, dai e dai, sperando che nel frattempo tu abbia un altro lavoro per mantenerti (o che paghi papy) qualche editore forse proporrà il tuo materiale in libreria/edicola e… a quel punto non ti resterà che sperare di riuscir a vendere più di mille copie per poter finalmente dopo anni offrire una pizza alla fidanzata.
Insomma è dura… non è per tutti e soprattutto se non ve l’ha ordinato il dottore ci sono moltissimi mestieri garantiscono stipendi e futuro migliore rispetto ai fumetti.
Continua qui!



Autori e web: intervista a Giacomo Michelon   web Lupo Alberto Giacomo Michelon

giovedì 6 novembre 2014

Hanno chiesto a Giac- ( Giacomo Michelon ) di raccontare per parole o disegni un aneddoto su Silver da inserire nella mostra e relativo catalogo della mostra in corso a Lucca per il 40° del Lupastro...questo è quanto è saltato fuori dalla sua penna...




lunedì 3 novembre 2014

Anteprima Lupo Alberto n°353, novembre 2014

Cover, disegno di Bruno Cannucciari


Testi Silver, disegni di Giacomo Michelon


Testi e disegni di Silver












Nelle migliori edicole, fumetterie, amazon e itunes

www.lupoalberto.it



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